Il settore dell'aria compressa comprende buona parte delle utenze nell'industria, con un peso sui consumi elettrici complessivi che può variare da pochi punti percentuali al 20% ed oltre. L'aria compressa è utilizzata per vari azionamenti ed operazioni (comandi, trasporto, presse, spruzzatori, stampaggio, imbottigliamento, etc).
Gli impianti esistenti sono spesso caratterizzati da prestazioni insoddisfacenti relativamente all'efficienza energetica, con un margine di miglioramento quantificabile fra il 10% ed 40%, per diversi motivi:
Una progettazione poco accorta dell'impianto, magari legata ad espansioni o contrazioni della domanda di aria compressa rispetto alla previsione iniziale, può comportare sprechi consistenti per la presenza di uno o più dei difetti menzionati. Attraverso un intervento correttivo è facile conseguire risparmi del 10-20% con tempi di ritorno molto contenuti.
La rete di distribuzione può essere migliorata in tre modi fondamentali:
Il primo punto è particolarmente importante in fase di realizzazione dell'impianto, o in presenza di ristrutturazioni importanti dello stesso.
La possibilità di realizzare reti distinte operanti a pressioni differenti consente risparmi energetici che possono spaziare mediamente dal 10% al 25% laddove siano presenti azionamenti che lavorino a pressione minore di quella primaria e che assorbano una quota di portata d'aria non trascurabile rispetto alla richiesta a pressione elevata.
Il terzo punto è invece applicabile in tutte le situazioni e può contribuire al conseguimento di risparmi importanti. Può essere utile ricordare in proposito che ad un foro del diametro di un mm è associabile una perdita di portata in volume di circa 1 dm3/s, cui corrisponde una maggiore potenza del compressore di 0,3 kW (numeri che salgono a 10 dm3/s e a 3,3 kW per un diametro di 3 mm). Ad ogni incremento di pressione di 0,1 bar nella rete di distribuzione comporta un aumento del 1% dei consumi, con pressioni di lavoro nell'intorno dei 7 bar.
Per quanto riguarda il gruppo compressore-motore si rimanda alla sezione dedicata all'efficienza energetica nei motori elettrici, ricordando qui che l'azionamento dei motori a velocità variabile e l'adozione di motori ad alta efficienza consentono risparmi energetici nell'ordine del 15-30% e presentano tempi di ritorno degli investimenti molto contenuti, specie per attività svolte su tre turni.
I maggiori operatori del settore hanno iniziato ad offrire un servizio di fornitura dell'aria compressa negli ultimi anni, in base al quale all'utente viene messa a disposizione una certa portata d'aria a determinate condizioni di pressione, con l'azienda/ESCO che si preoccupa di individuare il modo migliore per produrla e distribuirla. In molte realtà aziendali può risultare una scelta conveniente, specie in mancanza di competenze interne nel campo dell'aria compressa.
Collegamenti utili:
La tecnologia ed i decreti 24 aprile 2001
Gli interventi nel settore dell'aria compressa sono molteplici, come visto. Alcuni probabilmente potranno entrare fra gli incentivi dei decreti sull'efficienza solo attraverso una valutazione ingegneristica o a consuntivo. Fra quelli tipicamente standardizzabili si segnalano le proposte contenute nel secondo documento di consultazione dell'Autorità, inerenti alla valutazione dei risparmi energetici sia per l'installazione di motori e meccanismi di trasmissione a più alta efficienza (scheda 16), sia per l'installazione di sistemi elettronici di regolazione di frequenza in motori elettrici (scheda 14).
Scheda Autorità: