Nel campo dei display per computer da tavolo c'è oggi una forte competizione tra due differenti tecnologie: i display tradizionali a tubo catodico CRT (cathodic ray tube) e i display a cristalli liquindi LCD (Liquid Cristal Display) indicati spesso con l'acrostico TFT (Thin Film Transistor).
Gli schermi CRT sono stati i primi ad essere utilizzati per i computer, essendo la tecnologia del tubo catodico, mutuata dalla televisione, ben collaudata. La diffusione degli LCD inizia successivamente, con i primi computer portatili.
Fino a pochi anni fa gli LCD erano riservati solo ai computer portatili o ad applicazioni particolari, ma la diffusione su larga scala dei computer, la veloce diminuzione dei prezzi dei prodotti elettronici, e la produzione su larga scala degli LCD, hanno reso le due tecnologie concorrenti per i PC da scrivani e si prevede che i volumi di vendita saranno uguali entro la fine del 2003.
Il maggiore vantaggio economico potrebbe sembrare il minor consumo energetico, ma a seconda della situazione può essere decisamente superato dai risparmi derivanti dalla minor emissione di calore e/o dal minor ingombro.
La minor emissione di calore consente di abbassare i costi di condizionamento dei locali o addirittura di non dover cambiare il sistema di condizionamento se sono aumentate le emissioni di calore (come può accadere per esempio se si sostituiscono i computer con quelli di generazione successiva che hanno consumi e quindi emissioni di calore decisamente più elevate).
Il minor ingombro può portare a non dover sostituire le scrivanie o le postazioni di lavoro per migliorare l'ergonomia.
Non a caso in un mercato attento ai problemi di spazio come quello asiatico la tecnologia LCD ha avuto una maggiore diffusione.
La bassa emissione elettromagnetica, l'assenza di sfarfallio e gli ingombri ridotti concorrono all'adempimento delle normative riguardanti l'ergonomia e la sicurezza della postazione di lavoro (626/94 art 3, 52, 58).
Altre considerazioni sui monitor LCD:
Hanno una risoluzione di progetto corrispondente al numero fisico di pixel che compongono lo schermo; possono funzionare anche a risoluzioni minori ma con risultati spesso deludenti, perché per utilizzare tutta l'area utile devono ricorrere all'interpolazione.
Minor risoluzione a parità di area visibile reale: un LCD da 15" ha solitamente una risoluzione di 1024x768, che sale per i 17" a 1280x1024 e a 1600x1200 per 20" e oltre.
Presenza di pixel difettosi che rimangono neri o di altri colori e che non vengono considerati come difetto e quindi non sono coperti da garanzia se non sono in numero sufficiente (di solito superiore a 2, 5, o più a seconda delle case produttrici).
La possibilità di variare la risoluzione e il refresh sono utili perché consentono di adattare il monitor alle proprie esigenze: impostando una risoluzione minore si ottengono caratteri e icone più grandi, aumentando la risoluzione si visualizza un'area di lavoro maggiore.
L'affinità tecnologica con gli schermi televisi rendono i monitor CRT più adatti per le attività di video editing, dove gli LCD patiscono i maggiori tempi di risposta.
Gli LCD hanno una diversa resa cromatica, per questo nelle applicazioni di grafica, fotoritocco, e simili si preferisce la tecnologia CRT.
Il confronto è fatto tra LCD e CRT dell'ultima generazione. Se si prende in considerazione un monitor delle generazioni precedenti i difetti sono più numerosi o più accentuati per entrambe le tecnologie (distorsione dell'immagine, emissioni elettromagnetiche, sfarfallio, ... per i CRT e lentezza nella risposta, angolo di visuale ridotto, costo, resa cromatica, ... per gli LCD).
Documenti collegati:
Collegamenti utili:
La tecnologia ed i decreti 24 aprile 2001
Allo stato attuale non sono state proposte dall'Autorità schede per la valutazione standardizzata di interventi nel settore dei monitor LCD. Tutti gli interventi qui richiamati che comportino un risparmio energetico rispetto alla soluzione preesistente sono comunque candidabili per il rilascio di titoli di efficienza. Per le modalità di calcolo del risparmio energetico si consiglia quindi di contattare l'Autorità stessa.